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L'IMPIANTO FOGNARIO

La città era dotata di un articolato sistema fognario. In esso erano raccolte le acque bianche e nere, successivamente scaricate nel fossato che correva lungo il perimetro esterno delle mura. I collettori principali, che correvano, centralmente sotto il lastricato stradale, erano costruiti

in muratura ed avevano una luce interna che in taluni casi poteva raggiungere m. 1.70 di altezza. In essi confluivano le canalizzazioni minori provenienti dagli edifici. Appositi pozzetti d'ispezione

permettevano la manutenzione dei condotti, in genere affidata a schiavi o carcerati.

 

 

LA STRADA LASTRICATA

 

L'ISOLATO

 

Le ricerche archeologiche hanno portato alla scoperta di un isolato della città romana. I resti sono una sommatoria dell'evoluzione architettonica subita dagli ambienti nel corso di diversi secoli ( I a.C. - IV d. C. ). Dopo il periodo di massimo sviluppo edilizio, concluso verso la fine del II inizi del III secolo d. C., la crisi politica ed economica del V - VI colpisce anche Tridentum.Questo comporta inevitabili riflessi anche nell'edilizia e nella destinazione d'uso degli spazi pubblici e privati. Le strade vengono parzialmente privatizzate e le case suddivise in più unità con funzioni diverse da quelle originarie. La stessa tecnica costruttiva evidenzia un regresso con l'impiego di materiali " poveri " ( argilla, legna ) e abbondante uso di

elementi di reimpiego.

 

LA DOMUS  

 

Qui all'incrocio tra il decumanus ed un kardo ( via con direzione sud - nord ), è stata individuata parte di una vasta domus ( I sec a.C. - IV - V sec d. C ). Essa è caratterizzata da una cucina, con annessa latrina, ed un ambiente di servizio disposti in successione a fianco di un cortile scoperto. Seguono il settore di rappresentanza costituito da due vani con pavimentazione a mosaico. Il primo, policromo, appartenente ad un atrio o corridoio, rappresenta un tema acquatico con al centro tracce di un ritratto del dio Oceano. Il secondo, un tassellato in bianco e nero di tipo geometrico con emblema ( motivo decorativo principale ) decentrato in parte distrutto da un pozzo costruito in età medioevale, decorava una stanza triclinare di circa 36 mq. Un ambiente dotato di sistema di riscaldamento ad hypocasustum venne aggiunto in epoca successiva. In età tardo antica ( IV - V sec d.C. ) nell'area della domus vennero effettuate diverse modifiche strutturali. Tra esse, a ridosso del cortile in corrispondenza del settore domestico della casa la realizzazione di un area porticata. Il rinvenimento in essa di un 'ingente quantità di monete di questo periodo assieme a 4 pesi per bilancia, fa ipotizzare la presenza di ufficiali governativi, forse di rango militare, che qui raccoglievano le imposte o effettuavano operazioni di cambio.

 

 

LE CASE E IL SISTEMA DI RISCALDAMENTO

 

Diffusa durante l'età romana il sistema di riscaldamento ad hypocastum. Esso si basava sulla circolazione sotto i pavimenti degli ambienti da riscaldare, e talora lungo le pareti, dell'aria calda emanata da un focolare posto in un apposito vano adiacente. Tale sistema era impiegato sopratutto in ambienti con funzione terminale, sia pubblici che privati ma anche, in aree con climi freddi, come quelle alpine, in altri vani padronali.

 

 

IL CORTILE

 

Al di sotto della platea e del palcoscenico del Teatro è venuta alla luce parte di un vasto cortile dotato inizialmente di un pozzo per l'approvvigionamento idrico. Ben presto, verso la fine del I sec d.C. , questo fu abbandonato in seguito alla costruzione dell'acquedotto pubblico. Successivamente l'area venne pavimentata con lastre di calcare rosso, delle quali sono sopravvissuti alcuni elementi. Il cortile, forse destinato ad uso pubblico, venne dotato di un portico su cui si affacciavano diversi locali con probabile funzione commerciale.

 

 

LA VETRERIA

 

Nel V - VI sec d.C. qui fu realizzato anche un piccolo laboratorio ottenuto con la riorganizzazione degli spazi interni e degli accessi. Su piani d'uso in brecciame e terra battuta vennero costruiti una camera di combustione dotata di un canale per il tiraggio esterno, realizzato in materiale di reimpiego, un focolare e una struttura circolare in concotto. Il rinvenimento di vetri deformati dal calore e di scarti di lavorazione ( colature, gocce, scorie) indica che l'attività svolta era connessa alla lavorazione del vetro, probabilmente con il riciclaggio di vecchi recipienti.